(ANS – Ayacucho) – Tra canti, balli e musica ayacuchana, la comunità salesiana di Ayacucho ha dato il benvenuto a più di 60 comunicatori salesiani provenienti da tutto il Perù, riuniti dal 15 al 18 aprile 2026 nella “città delle 33 chiese” per celebrare il terzo incontro dei comunicatori salesiani, sul tema “L’Intelligenza Artificiale e la Cultura Digitale nella Missione Salesiana”.
Il discorso di apertura è stato tenuto da don Juan Pablo Alcas, Superiore dell’Ispettoria del Perù (PER), il quale ha incoraggiato i partecipanti a riconoscersi come primi evangelizzatori delle loro comunità, chiamati a vivere la propria missione con responsabilità e senso pastorale. Nel suo messaggio, l’Ispettore ha sottolineato che oggi “viviamo in una cultura digitale che non richiede solo competenze tecniche, ma anche la capacità di umanizzare, accompagnare e dare senso”. Ha inoltre ricordato che la tecnologia non è né buona né cattiva di per sé, ma dipende dall’uso che se ne fa.
In tal senso, don Alcas ha quindi sottolineato che comunicare in chiave salesiana significa trasmettere la verità con autenticità, farlo con il cuore e agire sempre secondo criteri etici.
Successivamente, ha preso la parola don Jesús Jurado Alarcón, Delegato Ispettoriale per la Comunicazione Sociale, che ha riflettuto sull’etica nell’era dell’Intelligenza Artificiale. Partendo dalla domanda: “Le macchine possono prendere decisioni morali?”, ha invitato a riflettere sul ruolo dell’etica nell’uso dell’IA e sui rischi di comunicare senza criteri chiari.
In modalità virtuale è poi intervenuto anche il Consigliere Generale per la Comunicazione Sociale, don Fidel María Orendain, il quale ha portato i saluti da Roma e ha ringraziato i partecipanti per il loro impegno. Nel suo messaggio, ha sottolineato che la comunicazione e il ruolo dei giovani sono fondamentali per la costruzione di una cultura digitale che abbia un senso. Ha inoltre osservato che l’Intelligenza Artificiale pone sfide etiche che richiedono responsabilità, verità e discernimento.
Prima di concludere, il Consigliere Generale ha ricordato che i giovani non sono semplici spettatori, ma protagonisti chiamati a trasformare l’ambiente digitale con valori autentici.
Nell’ambito delle attività, i partecipanti si sono poi divisi in gruppi e hanno visitato diversi luoghi turistici della città, mettendo in pratica quanto appreso. Interviste, servizi fotografici, video e altre iniziative simili sono stati gli strumenti utilizzati per la stesura dei loro articoli. Ma, senza dubbio, l’aspetto più importante è stato conoscere altre realtà e rendersi conto di quanto sia fondamentale il loro ruolo nel momento della comunicazione.
Durante la serata culturale, promossa dalle diverse commissioni, è stato possibile osservare il vivaio di talenti che questa città possiede. Hanno partecipato con entusiasmo genitori, insegnanti e studenti.
In questo clima di festa, il decano dell’Ordine dei Giornalisti del Perù – sezione di Ayacucho – Armando Salvatierra, ha salutato i partecipanti e li ha incoraggiati ad intendere la comunicazione come un percorso al servizio della pace.
Il momento centrale dell’evento è stato la consegna dei diplomi ai comunicatori delle diverse opere, a cura di Mons. Salvador Piñeiro, Arcivescovo di Ayacucho. Durante il suo messaggio, si è congratulato con le delegazioni e le ha incoraggiate ad assumersi con impegno la loro missione. “In questa meravigliosa arte di trasmettere la verità e l’amore, oggi più che mai abbiamo bisogno di comunicatori che costruiscano e non dividano”, ha affermato.
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